Le confetture da meditazione di Cà dei Baghi

PAROLE DI ROBERTA CORRADIN | FOTO DI LAURA SPINELLI E FRANCESCA MOSCHENI

Bosentino
Trentino Alto Adige

Ca’ dei Baghi nasce da un regalo, anzi, dall’ostinata volontà di fare un regalo agli amici per Natale. Quelle confetture, quintessenze di corniole, nespole, rose canine, fragole, lamponi, evocano in una cucchiaiata il sole dell’estate. Gli amici le rivogliono. E Tullio, contadino attento al mondo, s’inventa un nuovo lavoro.

 

Non riusciremo mai a raccontarvelo. Tullio va conosciuto, e ascoltato lungamente (ha la verve dell’oratore e l’acutezza dell’osservatore attento). Sembra che parli di marmellate, ma in realtà riflette sul senso della vita. Sempre pronto a mettersi in discussione, a imparare. Il suo sogno, in un’Italia che negli Anni Settanta pensa a industrializzarsi, è di fare il contadino. Far venire su frutti dalla terra è la sua estasi, anche se la terra non sempre è generosa, anche se i direttori di banca non riescono a capirlo. In un anno di particolare ristrettezza, il tradizionale regalo di Natale agli amici viene confezionato in casa: nascono le confetture da meditazione di Ca’ dei Baghi, dal soprannome degli zii, che per via della r moscia non riuscivano a pronunciare la parola braghe.

Nella casa di famiglia, un maso affascinante con le pannocchie di mais stese sul balcone ad asciugare d’inverno, e i gerani d’estate, nascono le confetture: gli immancabili lamponi e fragole, ma anche il rabarbaro, le corniole, la rosa canina, la zucca all’amaretto, la zucca al rum.

Perché «da meditazione»? «Perché queste non le spalmi sul pane, ne prendi un cucchiaino la sera dopo cena, e lo assapori piano», risponde pacato Tullio.

Che via via capisce che il prodotto buono non basta, ci vuole il packaging; che non è detto che per progredire occorra fare il fatidico salto da artigianale a industriale; che non tutte le mode sono da buttare e l’accoppiata formaggi-marmellate merita un corso da degustatore professionale di formaggi per poi valorizzare meglio le marmellate. Inesausto, pensa il nuovo anche nottetempo, al computer: la sua prima chutney l’ha sperimentata ispirandosi a una ricetta trovata su internet.