La terra, la cultura e l’uomo, un’anima in bottiglia

PAROLE DI GIORGIA CORTE | FOTO DI LAURA SPINELLI E FRANCESCA MOSCHENI

Campiani di Cellatica
Lombardia

Un santuario del vino dove la natura viene lasciata libera di esprimersi senza interferenze. Un processo di vinificazione unico che asseconda l’energia dell’uva e la creatività dell’uomo. Un vino che diventa stile di vita.

 

Se vi aspettate la classica cantina patinata in Franciacorta siete completamente fuori strada.

Cà del Vént, a Campiani di Cellatica in provincia di Brescia, al confine orientale della Franciacorta, è un luogo inaspettato e fuori dal comune, dove un manipolo di visionari custodisce un giardino segreto lontano dalle mode e dai sentieri battuti ispirandosi ai concetti della biodinamica, al servizio della natura e delle particolarità del territorio.

Oltre il DOP, oltre il biologico, oltre la scienza, questi uomini determinati e preparati sono i cavalieri della loro terra e giorno dopo giorno accompagnano le colture nel loro ciclo di vita senza pretese e senza interferenze chimiche o meccaniche di alcun tipo.

“Quest’azienda è una crociata – esordisce Antonio di Cà del Vént – noi produciamo vino per risvegliare nelle persone una nuova consapevolezza”.

Potrebbe sembrare esagerato e anche un po’ eccentrico, ma qui sembra proprio di essere in una specie di mistico santuario dedicato agli dei della vite, con l’erba alta più di un metro in mezzo ai filari che ondeggia accarezzata dal vento e vibra insieme ai grappoli rindondando di suoni mistici e campane tibetane.

“L’agricoltura già di per sé è innaturale – spiega Flavio, bresciano, agronomo ed enologo e vero maestro spirituale delle vigne – mettendo settemila piante di vite su un ettaro di terreno creiamo infatti una monocultura artificiale; perché allora infierire ulteriormente sui processi naturali solo per uniformarli ai nostri canoni estetici? Qui non si viene per passeggiare o per fare delle belle foto…

…qui si fa il vino, e noi vogliamo che la natura sia libera di crescere e di esprimersi.

Vogliamo favorire al massimo la biodiversità per riequilibrare ciò che siamo andati a intaccare: proprio per questo creiamo dei vigneti molto piccoli e lasciamo che l’erba cresca quanto vuole”.

Ascoltare Flavio è forse il modo migliore per comprendere la filosofia e la missione di questa azienda agricola: braccia forti di chi la terra la conosce da vicino, lunghi capelli scuri raccolti in una coda gli conferiscono l’aura del maestro mentre racconta con calma e semplicità disarmante il suo lavoro complesso e affascinante. Flavio già al tempo dei suoi studi in agraria aveva capito che il suo destino sarebbe stato il vino; dopo la laurea si specializza in enologia all’università di Bordeaux e nel contempo lavora con un maestro enologo friulano che gli insegna sul campo i primi rudimenti.

Quello che invece Flavio non sapeva era che il suo destino si sarebbe compiuto a pochi passi da casa, quando nel 2006 gli si viene chiesto di occuparsi dei vini di Cà del Vént.

Per Flavio questa è un’opportunità unica: la naturalità e la manualità del processo finora utilizzato per la vinificazione costituiscono un punto di partenza impareggiabile per le sue sperimentazioni biodinamiche. Ha carta bianca, inizia l’avventura.

Cà del Vént, “la casa del vento”, come veniva già chiamata nel catasto napoleonico per ovvi motivi, è un parco naturale fertile, disomogeneo e attraversato da un intricato sistema di sorgive sotterranee. Vengono identificate 13 microzone diverse e per ciascuna di esse scelti i vivai più adatti i cui frutti non vengono mai mescolati fra loro, affinché in ogni vendemmia si possa ritrovare e assaporare la vera e propria anima di quella terra, di quella vite.

Non esistono protocolli, etichette, denominazioni in cui catalogare i vini di Cà del Vént, ogni vendemmia è irripetibile, come l’annata, come l’acqua che le radici hanno assorbito, come il vento che ha accarezzato i pampini e come l’intuizione dell’enologo che si trova di fronte un prodotto della natura vivo e non replicabile.

Si assaggia l’uva e si decide al momento come vinificarla, seguendo un processo creativo iniziato dalla natura e continuato dall’uomo in punta di piedi, senza disturbare con collaggi, travasi e filtrazioni.

Degustare un Franciacorta di Cà del Vént è un’esperienza unica che coinvolge il gusto e la mente, il corpo e l’anima.

Le poche bottiglie prodotte ogni anno sono delle edizioni uniche, corredate da tutte le indicazioni necessarie a gustare, a capire, a pensare.

Ce ne andiamo trasportando con un’attenzione maniacale alcune bottiglie che ci sembrano quasi vive; che dire… le lasceremo raccontare le loro storie e i loro segreti durante una lunga, gioiosa cena.