I salami non vanno da soli al mercato: li accompagna Max

PAROLE DI ROBERTA CORRADIN | FOTO DI MARCELLO BOCCHIERI E FRANCESCA MOSCHENI

Chiaramonte Gulfi
Sicilia

La Sicilia, specie sudorientale, brilla per qualità dell’artigianato gastronomico; ma non brilla certo per marketing, caratterizzato tradizionalmente da una tendenza all’omertà che si potrebbe anche leggere come estrema forma di modestia. Per esempio, quando si arriva in piazza San Salvatore, a Chiaramonte Gulfi, ci si guarda intorno spaesati cercando un’insegna, che so, “salumeria”, “macelleria”. Niente di tutto ciò. L’insegna della bottega, realizzata a onor del vero in piastrelle di Caltagirone, è coperta da un condizionatore; il tendone sopra la porta non lascia presagire nulla del mondo di suine delizie in cui si sta per entrare.

 

Ma a parte quest’unico punto, quasi un vezzo cinematografico, Massimiliano Castro è il norcino del futuro. Cresciuto in Brianza, torna nella natia Sicilia nel 2004, e si stabilisce a Chiaramonte Gulfi, città famosa per due primati: la qualità dell’olio extravergine di oliva tonda iblea, premiatissima nei più importanti concorsi mondiali, e per la carne dei maiali allevati nei carrubeti delle tante contrade che attorniano il vecchio borgo medievale (occorre avere il coraggio di inoltrarsi oltre la “cinta muraria” di condominii degli Anni Settanta, per poter apprezzare tutta la bellezza della cittadina).

Massimiliano è un innovatore: guardandolo lavorare si comprende tutta la verità del detto secondo cui la tradizione è la sommatoria di innovazioni di successo.

Anno dopo anno, decide di lavorare solo carne di maiale nero degli Iblei; ottiene grandi risultati nei classici come la salsiccia chiaramontana al finocchietto e la gelatina di maiale, ma lo anima l’idea del nuovo: il salame con i pistacchi, quello impastato col Nero d’Avola in breve diventano i suoi classici. E lo diventeranno certamente anche il salame con il miele di ape nera sicula, il salame d’asino ragusano, e la nuovissima mortadella di asino, che si può preparare rispettando i dettami delle diverse religioni. È facile intuire le potenzialità di questa idea, e infatti l’emiro del Qatar ne ordina ingenti quantitativi.

Massimiliano non si ferma ai prodotti: innova il packaging, le etichette (tutte col codice QR), si inventa “i pasticcini da macelleria” (sfoglie tipo cannoli ripieni di carne, a prova di ragazzini inappetenti), ed eventi e presentazioni dove calca la scena come un vero mattatore. L’augurio che vi facciamo è di incontrarlo di persona: un fiume in piena di energie creative, ottimismo e visione che vi preleverà e vi porterà con sé, incantandovi a suon di… salami!